Un’app per seguire gli spostamenti? Anche no.

Mappa - grazie a pixel2013 da pixabay

Non è nuova l’ipotesi che la cosiddetta fase 2 della gestione dell’emergenza COVID-19 preveda l’obbligo per chi intende uscire di casa dell’utilizzo di un’applicazione che tracci, registri e comunichi alle autorità i nostri spostamenti. Non amo scrivere articoli che trattino argomenti politici ma, com’è accaduto in qualche rara occasione, vorrei esprimere il mio personale parere su questo tema in cui s’intrecciano politica, tecnologia e protezione del diritto alla riservatezza.

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Contribuire alla ricerca sul Coronavirus senza sforzi

Tutti, in un modo nell’altro, stiamo contribuendo a combattere questa pandemia, chi in prima linea occupandosi dei malati, chi donando qualche soldo al pronto soccorso e chi semplicemente rimanendo in casa per evitare nuovi casi. Credo che in molti di noi resti comunque la voglia di fare di più e posso proporvi un modo che non vi esporrà ad alcun rischio e a nessuna fatica.

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I pericoli della democrazia diretta elettronica

S’avvicinano le elezioni e, come sempre in campagna elettorale, si sentono tante proposte. Questo blog non tratta di politica ma, viceversa, c’è un argomento informatico che viene trattato sempre più spesso dai nostri candidati.
Quest’argomento è la democrazia diretta elettronica, cioè la possibilità di votare su Internet le proposte per la propria città, regione o nazione, ma anche di estendere questo meccanismo alle elezioni amministrative, referendum, ecc. La proposta è ovviamente allettante, ma temo sfortunatamente che molti dei suoi promotori non sappiano assolutamente niente su come funziona una rete o anche solo il tablet che tengono fra le mani. Se così fosse, andrebbero molto più cauti, a meno che non facciano finta di nulla, il che sarebbe più grave. Vorrei spiegare brevemente e con un linguaggio più semplice possibile per quali ragioni questa proposta andrebbe abbandonata o per lo meno ridimensionata e relegata a questioni minori.
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5 tecnologie valide ma dimenticate

Questo non è un articolo nostalgico che mira a soffiare via un po’ di polvere da tecnologie che hanno fatto il loro tempo e sono state dignitosamente mandate in pensione, come la videocassetta VHS o i dischetti floppy. Vorrei presentarvi invece alcune tecnologie che pur essendo valide sono state battute da altre presenti nel mercato, non sempre e non solo per superiorità tecnica. Continua a leggere

Graffiti. Recensione del libro

Questo articolo è decisamente lontano dai temi che affronto normalmente. Tuttavia, l’argomento trattato nel libro in questione è a me caro, essendo il sottoscritto un ex writer, ed inoltre avevo promesso un commento agli autori del libro, quando avessi finito di leggerlo, e così sto mantenendo la parola. Per iscritto, perché sono molto più bravo a scrivere che a parlare, e in pubblico, perché mi fa piacere condividere le impressioni che una lettura mi lascia. Il libro è Graffiti, di Alessandro dal Lago e Serena Giordano, edito nel 2016 da Il Mulino. Sarà una recensione volutamente personale e soggettiva, sia per ciò che l’argomento rappresenta per me che a causa delle mie scarse conoscenze in campo artistico e politico, che renderebbero ridicola una mia eventuale pretesa di scrivere una recensione più “tecnica”.

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Scompare il floppy anche come metafora!

Ormai c’eravamo già abituati alla progressiva scomparsa dei Floppy Disk. Anche gli assemblatori più tenaci, come il sottoscritto, si sono dovuti arrendere al fatto che, oltre ad essere utilizzati sempre meno, ormai nemmeno le schede madri recano più il classico attacco per il lettore. Anche i floppy drive esterni scarseggiano, ma non avrei pensato di vederli sparire anche dalle classiche icone di salvataggio, posto d’onore in cui ancora possiamo vederli in molti programmi. LibreOffice 3.5 cambia tendenza e sostituisce l’icona con un’altra! Continua a leggere