Web: evoluzione dal 1998 a oggi

Salve a tutti! Innanzitutto vorrei scusarmi per la mia assenza durata così tanti mesi. Come molti nostri connazionali sono emigrato all’estero per lavorare e questo ha implicato una vita completamente nuova, con nuovi orari, nuovi impegni, ecc. Spero di riuscire a essere più presente d’ora in poi ma finché non potrò comprare un computer decente sarà difficile per me fare tanti esperimenti.

Ho deciso di tornare a scrivere con un articolo leggero, poco tecnico, al quale sto pensando da mesi. Vorrei raccontare l’evoluzione del web sia dal punto di vista dell’utente che da quello dello sviluppatore. Chi come me ha una così lunga esperienza capirà subito di cosa parlo, gli altri faranno uno sforzo di immaginazione, come un bambino che sente i racconti della guerra dei propri nonni! Vogliate tener conto che le date sono indicative e riguardano più che altro la mia personale esperienza, ci sono momenti in cui si percepisce che qualcosa è cambiato anche se magari avveniva sotto il tuo naso da un po’!

1998-2003

Punto di vista dell’utente

La mia prima navigazione risale a qualche anno prima della data che ho indicato nel titolo. A quei tempi Internet aveva un costo aggiuntivo a quello del canone Telecom che aveva il monopolio della telefonia fissa italiana. Non valeva decisamente la pena, per l’uso domestico: i video in streaming, youtube, i vari messenger, ecc, erano pura fantascienza, la velocità della linea arrivava a 56Kbps contro gli oltre 20Mbps di oggi e i siti erano molto poco interessanti. Personalmente lo provai solamente perché Tin.it, operatore di allora, offriva qualche mese di navigazione gratis. I browser erano a pagamento ma ebbi Netscape Navigator in prova. Comunque, l’avventura durò poco. Ero curioso, ma al massimo mi veniva in mente di visitare il sito di qualche azienda.
Il vero boom arrivò più o meno nel 1998, Windows 98 era appena uscito con tutti i suoi bug, i computer erano degli ammassi di ferraglia pesanti e lenti ma grazie anche a vari incentivi cominciavano a diffondersi ed iniziavano ad avere il modem incorporato, seppure sempre a 56k. A Internet si accedeva pagando solo la telefonata e per la massa era la grande novità: una biblioteca smisurata e gratuita, dove qualsiasi informazione si poteva trovare. I giornali pubblicavano le proprie pagine gratis ed i ragazzi come me che frequentavano le scuole medie iniziavano a fare le ricerche online. Dato che i computer iniziavano a diventare meno strumenti di lavoro e più d’intrattenimento, cominciavano anche a sbucare siti umoristici (solitamente contenevano immagini di bassa qualità, programmini inutili tipo finti virus e brevissimi video) e soprattutto le chat, che erano molto diverse da oggi: per accedervi bisognava avere Java installato ed erano delle grandi “stanze” dove tutti chattavano con tutti, le conversazioni private non erano sempre disponibili. Non si fecero attendere i primi siti porno, ma contenevano più che altro foto o brevissimi spezzoni di video. Alcuni erano a pagamento: per connettersi bisognava scaricare un “dialer” che riconnetteva il modem a un numero che poteva far arrivare a casa una bolletta da far accapponare la pelle. Per le ricerche ci si affidava ad Altavista, Virgilio, Tiscali ed altri ancora: Google era un piccolo motore di ricerca ancora poco noto. Si poteva navigare anche da cellulare, ma solo su siti fatti apposta che contenevano poche immagini e qualche riga di testo. Difficile fare di meglio quando i cellulari hanno display piccolissimi in bianco e nero, ma la cosa non attirava ed infatti il WAP è stato un flop!

Punto di vista del programmatore

Fu all’incirca nel 2001 che pubblicai il mio primo sito Web. Era un modesto sito sull’elettronica (non sui beni di consumo: mi interessavo di resistenze, radio e transistor!), pieno di immagini che lo rendevano pesante da aprire (allora era consigliabile non superare pochi KB), ma con una struttura ed un aspetto modesti: allora solo i siti più grandi vantavano una bella presentazione. In generale, chi voleva pubblicare un sito si abbonava a uno dei tanti servizi di “spazio web gratuito”: solitamente erano 20MB su cui pubblicare le proprie pagine. Queste di solito erano in HTML puro, pieno di orrendi tag <font> ed immagini gif animate. Chi era davvero bravo aggiungeva delle applet Java o delle piccole parti di codice Javascript, ma in generale le pagine rimanevano statiche. Esistevano dei fornitori di componenti aggiuntivi: in cambio di un link o un piccolo banner pubblicitario si potevano inserire un contatore di visite, una chat (quasi sempre vuota, comunque), un guestbook, ecc, senza bisogno di scrivere codice. Erano in voga anche le top 100: ci si iscriveva e si sperava che gli utenti votassero il sito per ottenere più visibilità. Chi non sapeva l’HTML faceva i siti con FrontPage (orrore), Namo WebEditor e tanti altri.

2003-2006

Punto di vista dell’utente

Nel frattempo, grazie anche a piattaforme come eBay, gli utenti hanno acquistato fiducia negli acquisti online e l’arrivo della PostePay rende i pagamenti assai più facili (ed in alcuni casi più rischiosi). I siti web diventano più complessi: è l’avvento del cosiddetto Web 2.0, dove gli utenti non sono più lettori passivi ma intervengono attivamente “postando” commenti e talvolta contenuti come immagini, video, ecc. Le chat perdono d’interesse, lasciando posto ai forum: si discute più facilmente senza l’esigenza del sincronismo e si ottengono informazioni personalizzate semplicemente facendo delle domande. In effetti l’interesse si concentra su servizi come ForumFree e FreeForumZone, coi quali è possibile aprire il proprio forum, completamente personalizzato, senza sapere assolutamente niente di codici, editor, ecc. Ne spuntano tanti come funghi e molti hanno successo. Fa capolino Mozilla Firefox, che libera dai problemi di Internet Explorer donando, fra l’altro, una navigazione più veloce.

Punto di vista del programmatore

Il solo HTML non va più di moda. Personalmente sognavo sin dal lontano 2001 una vera comunity nella quale gli utenti potessero iscriversi e collaborare, ma allora serviva conoscere CGI, non sapevo quasi nulla di programmazione e per giunta nessuno ne offriva il supporto gratuito. Ora i tempi cambiano, PHP ed ASP si sono imposti come linguaggi più utilizzati per la programmazione web lato-server e rendono le cose molto più facili. Javascript aiuta a dare un tocco dinamico alle pagine. I programmatori prendono sul serio i fogli di stile (CSS) ora e cominciano ad utilizzarli anche per i layout al posto delle tabelle, un incubo per quanto mi riguarda, perché non sono affatto pratici. Si impara anche un maggior rigore grazie a XHTML. Le immagini ora sono migliori perché gli utenti le scaricano in un attimo con le linee ADSL, appena diffuse. Scompaiono quasi del tutto le applet Java, ma compaiono, aimè,  un sacco di siti fatti in Flash, lenti da caricare nonostante le linee veloci e da eseguire nonostante i processori più potenti. La diffusione di browser alternativi ad Explorer è causa di molti grattacapi per i programmatori. Sfortunatamente scoprono che HTML, CSS e Javascript scritti per Explorer danno risultati diversi sugli altri browser e viceversa. La colpa è del cattivo supporto da parte del browser Microsoft degli standard W3C.

2006-2010

Punto di vista dell’utente

Dopo i siti personali ed i forum personali ecco la gran diffusione dei blog personali. Piattaforme come MySpace, Microsoft Live Space ed altri hanno un successo mondiale. Gli utenti amano aprire dei “blog” (Web log), in pratica dei diari online. Si ha la possibilità di creare delle pagine con testo, immagini, video, musica e piccole applicazioni senza il minimo sforzo. Purtroppo pochi usano questa grande risorsa per il nobile scopo di diffondere conoscenza, come ai tempi dei siti personali: la gente inizia a parlare di se stessa e degli affari propri. Allo stesso tempo però personaggi famosi e aziende cominciano a utilizzare i blog per avvicinarsi di più ai propri fan/consumatori.

Punto di vista del programmatore

Nonostante tutto, la programmazione Web ha ancora un senso. Fa la sua comparsa AJAX che evita di ricaricare le pagine ogni volta che abbiamo bisogno di un contenuto aggiornato. Senza di esso potremmo guardare un album su Facebook senza premere F5 ma non vedere i commenti in tempo reale. Librerie come JQuery ci liberano dall’onere di scrivere doppi codici JavaScript per Explorer e tutti gli altri browser. Dal momento che mettere su un web, con tutte queste tecnologie, è diventato impegnativo, molti hanno imparato da tempo a usare dei CMS.

2010-presente

Punto di vista dell’utente

Il numero di blog, che avevano avuto così tanto successo, diminuisce drasticamente e persino MySpace che tutti amavano entra in crisi. Windows Live Spaces addirittura chiude baracca. Twitter e Facebook hanno un successo incredibile, unendo il curioso bisogno della gente di far conoscere gli affari propri al mondo ed i servizi di messaggistica già noti, compresi chat e forum, tutti fusi in un unico servizio. Ormai il Web offre una gran varietà di servizi, si fa online ciò che una volta si faceva negli uffici dopo una gran coda, ma si guarda anche la TV, si ascolta la musica, si telefona e si acquista. E lo si fa anche dal cellulare: con gli smartphone ormai si può stare sempre connessi a Internet. Inutile elencare cosa tutto possiamo farci, vista l’enorme disponibilità di applicazioni.

Punto di vista del programmatore

Con l’uscita delle nuove versioni di Explorer finalmente comincia ad essere possibile scrivere un unico codice per tutti i browser. L’arrivo di HTML5 e CSS3 poi promette di rendere la creazione di applicazioni web molto più facile. Dopo la corsa alla grafica sempre più ricercata, spesso con effetti ed esperimenti di navigazione in 3D, si torna a design minimali, cala l’uso di flash ma Javascript è irrinunciabile, così come assicurarsi che il proprio sito possa essere visualizzato su cellulari e tablet.

Commenti e considerazioni

Ho raccontato brevemente le tappe che ho percorso in questi anni sia come utente che come sviluppatore. Mi scuso se non ho riportato proprio tutto. Se dovessi ricordarmi qualche altro punto saliente lo aggiungerò.
Comunque, l’unica considerazione che mi sento di fare è che sento la mancanza dei primi tempi, quando pubblicare un sito sul proprio argomento di interesse era considerato il massimo. Non solo: provate a cercare un argomento su Google, per la maggior parte troverete negozi e prodotti. La cultura e le informazioni non sono sparite ma hanno perso interesse: gli utenti si sono impigriti (ditemi quanti arrivano alla terza pagina di risultati di ricerca e quanti si accontentano di Wikipedia) e non sembrano dare molta importanza al fatto che Internet sia passato da grande biblioteca a grande bazar. Questo almeno è quello che percepisco io, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate attraverso i commenti.

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