Xubuntu 11.10/Xfce: Recensione

Dopo aver sparlato di Unity e GNOME 3 Shell (a breve pubblicherò le recensioni anche di questi due ambienti), ho deciso di vedere anche come si è evoluto Xfce e l’ho fatto provando l’ultima versione di Xubuntu: 1.10 “Oneiric Ocelot”.

Cominciamo col dire che Xubuntu ha la fama di essere una distribuzione per computer vecchi e questo è vero in parte: Xfce è un ambiente desktop molto leggero, non quanto LXDE ma in modo sorprendente, vista la grande personalizzazione consentita, che include anche effetti grafici. Tuttavia Xfce è completo e funzionale, senza sacrifici, pertanto la sua leggerezza è un valore aggiunto ma non c’è alcuna ragione per cui non dovremmo utilizzarlo anche su un PC con buone prestazioni.
Nel momento in cui scrivo quest’articolo ho il sistema avviato da CD Live su un Pentium IV 3.0Ghz ed è come lavorare da un sistema installato!

Visto che mi focalizzerò soprattutto sull’ambiente Xfce (all’infuori di questo e dei programmi a corredo che ognuno può personalizzare, non cambia tanto da Ubuntu), per fare i dovuti confronti con le vecchie versioni mi baserò sulla 10.04 LTS, visto che è l’attuale versione a lungo supporto, ancora disponibile per il download ed ho avuto modo di utilizzarla proprio in questi giorni. È probabile che alcuni dei cambiamenti che vedo siano presenti già da qualche rilascio, ma ammetto che è da un po’ che non usavo Xubuntu.

Appena avviato il sistema, salta subito all’occhio il Desktop, leggermente modificato. C’è sempre il pannello stile GNOME 2 in alto ma senza il doppio menu Applicazioni-Risorse come nelle vecchie versioni. Il nuovo menu Applicazioni è rappresentato dall’icona di Xfce, senza scritte, e il menu Risorse non è presente, ma si può comunque aggiungere (cosa che vi consiglio, se volete avere tutto sotto mano). Nel pannello sono presenti le solite icone di notifica e i “pulsanti delle finestre” che nelle vecchie versioni erano in un pannello nella parte inferiore dello schermo, che ha lasciato posto a una sorta di “Dock” ispirata sicuramente a Mac OS X. Questa Dock non deve ingannare, dato che in realtà è frutto delle possibilità di personalizzazione offerte da Xfce: si tratta infatti di un pannello reso trasparente, ingrandito e con dei normali lanciatori. Se non ci piace possiamo tranquillamente farlo sparire e rendere il nostro desktop del tutto simile a quello delle vecchie versioni e al compianto GNOME 2! Naturalmente, resta la possibilità di aggiungere altri gadget ai nostri pannelli.

Tutto il resto fondamentalmente non è cambiato: resta il razionale menu Applicazioni e tutto ciò che potevamo fare sul Desktop (compreso aggiungere avviatori, possibilità sparita da Ubuntu) è ancora disponibile. Sono fortunatamente assenti alcune delle scelte che più mi avevano infastidito su Ubuntu, come i menu delle applicazioni incorporati nel pannello superiore. Le impostazioni poi consentono ulteriori personalizzazioni che non sto ad elencare qui.
È presente il Software Center di Ubuntu che consente la comoda installazione dei programmi presenti nei Repository. Chi sente la mancanza dei gadget di KDE 4 o Windows 7/Vista, può utilizzarlo per installare come prima cosa le screenlets che servono a ottenere lo stesso su Linux. Chi invece installa Xubuntu su un PC con buone capacità di calcolo, può installare LibreOffice al posto di AbiWord e Gnumeric o anche al loro fianco.

Conclusioni:
a mio parere Xubuntu ed in generale Xfce hanno tre punti di forza. Il primo è la razionalità: niente risparmi di spazio spregiudicati come Unity, ma neanche inutili sprechi. Niente cose belle da vedere ma pesanti da visualizzare e scomode da utilizzare. Il secondo è la personalizzabilità: se mancano le cose belle e pesanti non manca la possibilità di rendere il sistema “bello” quanto piace a noi. Infine, c’è la leggerezza unita alla completezza. Come dicevo, ci sono ambienti più leggeri. Lubuntu per esempio è imbattibile nel compromesso fra un sistema “user-friendly” e un sistema completo, ma Xfce è stato per anni l’alternativa leggera diretta a GNOME, dal momento che i due ambienti si somigliavano ma il primo era più leggero. Oggi poi, col grado di maturità che ha raggiunto e il cambiamento che ha interessato l’altro, la concorrenza si è fatta più seria e io stesso ne valuterei l’utilizzo!

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