Google+ ha le ore contate.. e non mancherà a nessuno

Il fatto che nonostante Google l’abbia annunciato da qualche mese e testate molto conosciute e lette come Wired ne abbiano parlato non se ne discuta molto è un indice di quanto poco gli utenti si siano affezionati alla rete sociale di Google. Io stesso che quasi due anni fa diedi l’addio a Indoona senza celare il dispiacere per la sua prematura dipartita, non ho fatto una piega alla notizia.

La ragione principale di questa chiusura credo sia evidente a tutti. Google ha deciso di provare a ritagliarsi una fetta dell’utenza delle reti sociali, forse il miglior giro d’affari dell’ultimo decennio, quando ormai Facebook e Twitter erano ben avviati e senza sfoderare nessuna vera novità, dal momento che un profilo Google+ ricorda moltissimo un diario di Facebook. Per di più, Google ha fatto del proprio meglio per rendere il suo servizio antipatico, dal momento che la sua invadenza ricorda da vicino l’integrazione fra Windows ed Internet Explorer di altri tempi. Ci siamo infatti trovati Google+ (ma anche FB e Twitter, in verità) preinstallato sui cellulari insieme a tanta altra spazzatura che occupa abusivamente la già scarsa memoria senza che possa essere eliminata definitivamente col pretesto che si tratta di “applicazioni di sistema”. In più, servizi come l’indicizzazione delle attività commerciali su Google Maps richiedevano la creazione obbligatoria di un profilo Google+. Vien da chiedersi dove sia andato a finire il Garante per la Concorrenza che anni fa multò Microsoft per politiche affini. Pochissimi in definitiva si sono affezionati ad una rete che richiede molto lavoro per la manutenzione ed evidentemente non ha portato gli introiti sperati

Vorrei porre l’accento su un punto riportato da Wired nel proprio articolo, cioè il fatto che i commenti pubblicati su alcuni blog utilizzando l’accesso con Google+ verranno eliminati. Non è la fine del mondo, ci mancherebbe, ma questo non fa che dare ragione alla mia antipatia per l’accesso tramite profili esterni. Meglio per me conservare la classica coppia nome utente (o indirizzo e-mail) e password che dipendere da servizi che ad un certo punto potrebbero chiudere i battenti.

Addio Google+, dunque, senza alcun rimpianto.

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