Haiku R1/Beta3 alla prova

Haiku in esecuzione

Haiku, il sistema operativo libero compatibile con BeOS, è giunto alla terza beta pochi giorni fa. Questa nuova versione, con numerosi miglioramenti, segna un altro passo verso la pubblicazione della prima versione stabile, in sviluppo da molti anni ma già sufficientemente stabile da essere utilizzata almeno su macchina virtuale.
In questo articolo commenterò sia le novità, di cui troviamo un elenco nella pagina delle note di versione, sia la mia personale prova su VirtualBox.

Novità

Le novità principali di questa versione sono:

  • una miglior procedura d’installazione, con la possibilità di sostituire un sistema esistente ed uno strumento di partizione dei dischi più semplice ed affidabile;
  • sistema di gestione dei pacchetti più efficiente e stabile;
  • correzione di bug nell’interfaccia utente;
  • correzione di bug e nuove funzioni nel server grafico, a beneficio delle applicazioni che disegneranno sullo schermo;
  • nuove funzioni per il browser web;
  • la libreria di rete è stata resa statica, per permetterne la modifica senza compromettere la stabilità delle applicazioni già compilate;
  • correzioni nei filesystem per permettere una memorizzazione più affidabile;
  • migliorata la compatibilità con BeOS ed anche con i sistemi POSIX (Linux ed altri sistemi tipo Unix), per permettere la compilazione di software già esistenti per questi sistemi;
  • miglior compatibilità hardware, con l’importante nota dei driver per USB3.

La maggior parte delle novità riguarda stabilità e compatibilità sia software che hardware. Possiamo aspettarci, con queste premesse, che sarà più facile portare più applicazioni esistenti su Haiku.

Fra le novità ha attirato la mia attenzione la rimozione del driver wavelan, che permetteva l’utilizzo di alcune schede di rete WiFi a 11Mbps. In generale non sono mai particolarmente contento di sapere che si perdono pezzi di supporto hardware, ma d’altra parte si capisce che gli sviluppatori non sono mai abbastanza e si preferisce concentrarsi su dispositivi più recenti.

La prova

Haiku può essere scaricato dal sito web ufficiale. Abbiamo a disposizione le versioni x86 e x86_64. Ho puntato in questo caso su quella a 64 bit.
VirtualBox non ha impostazioni predefinite né per Haiku, né per BeOS, ma quelle generali per “altri sistemi” vanno benissimo. Nella pagina delle note di versione troviamo i requisiti minimi, che come vediamo non sono particolarmente esosi. Per esperienza, suggerisco di non scendere sotto il gigabyte di memoria per la versione a 64 bit.

Il sistema può essere provato in modalità Live, ma personalmente preferisco un’installazione, perché permette di farsi un’idea di come il sistema si comporti dopo aver gestito varie installazioni di programmi e cambi d’impostazioni.
La procedura d’installazione rimane molto semplice ed abbiamo a disposizione una guida passo-passo. I passi da seguire sono pochissimi e l’unico critico è la gestione del disco. Quest’ultimo non costituirà un problema per chi è abituato a gestire sistemi Linux o Windows. Su macchina virtuale con un disco creato per l’occasione, comunque, non c’è da preoccuparsi di far danni e possiamo semplicemente scegliere di usare l’intero disco.

Dopo i pochi passi richiesti per l’installazione, il sistema è pronto per l’avvio, che rimane molto veloce come nelle versioni precedenti. Abbiamo a disposizione HaikuDepot per gestire l’installazione dei programmi come facciamo con qualsiasi gestori di pacchetti su sistemi GNU/Linux, col Microsoft Store di Windows e Google Play su Android.

I programmi a disposizione non sono molti ma, come già detto, possiamo aspettarci che aumentino nel futuro. Abbiamo comunque tutto quello che può servire per un utilizzo generale del computer e ci sono anche alcuni strumenti interessanti per lo sviluppo.

Della compatibilità hardware bisognerà discutere dopo una prova su macchina reale, ma posso dire che su VirtualBox ha funzionato tutto, dalla connessione di rete all’audio. Il problema maggiore che abbiamo sulla macchina virtuale di Oracle, è la mancanza delle Guest Additions che permettono un’integrazione migliore col sistema principale, in particolare con mouse e schermo. Mi sembra interessante l’ampia scelta di driver per stampanti, specialmente grazie al supporto di Gutenprint, portato già da anni su Haiku. Più complicato sarà certamente l’uso di dispositivi più specifici, a partire dagli scanner, ma questo è un problema che abbiamo ancora anche su Linux, sebbene in misura minore negli ultimi anni.

Il sistema sembra molto più stabile rispetto alla versione precedente. In effetti, l’unico caso in cui mi è capitato di vederlo bloccato è il raggiungimento del massimo di memoria RAM a disposizione, probabilmente per un difetto della gestione della memoria virtuale.

Sono in generale soddisfatto di questa nuova versione e non vedo l’ora di provarla su un computer reale. Hanno fatto bene, a mio parere, a mantenere in sviluppo sia la versione a 32 che quella a 64 bit perché, essendo un sistema molto leggero, rimarrà una buona scelta per l’installazione su macchine vecchie quando non avremo più distribuzioni di Linux a 32 bit.

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