{"id":1019,"date":"2021-05-28T17:30:13","date_gmt":"2021-05-28T15:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/?p=1019"},"modified":"2021-05-29T12:49:23","modified_gmt":"2021-05-29T10:49:23","slug":"wifi-tre-modi-per-aumentare-la-copertura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/?p=1019","title":{"rendered":"WiFi, tre modi per aumentare la copertura"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/wifi-4086902_1920.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"660\" src=\"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/wifi-4086902_1920-1024x660.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1026\" srcset=\"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/wifi-4086902_1920-1024x660.jpg 1024w, https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/wifi-4086902_1920-300x193.jpg 300w, https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/wifi-4086902_1920-768x495.jpg 768w, https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/wifi-4086902_1920-1536x990.jpg 1536w, https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/wifi-4086902_1920-465x300.jpg 465w, https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/wifi-4086902_1920.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Immagine di mohamed Hassan da Pixabay<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Per chi come me vive in un appartamento di dimensioni contenute, il segnale della rete senza fili \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente senza dover aggiungere niente. Mi sono capitati per\u00f2 di recente due casi che vi descriver\u00f2 in cui \u00e8 stato necessario espandere la copertura. Le soluzioni al problema non mancano e voglio proporvi tre di queste, ciascuna con pro e contro, che ho utilizzato nei miei due casi.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Innanzitutto, vediamo quali erano i problemi da risolvere:<\/p>\n\n\n\n<ol style=\"list-style:upper-alpha\"><li>Due amiche condividono l&#8217;abbonamento con un&#8217;altra amica che vive nell&#8217;appartamento al piano di sotto, nel quale \u00e8 posto il router fornito dalla compagnia telefonica. Il segnale arriva di sopra ma \u00e8 debole, specie in salotto e nelle camere da letto, ove servirebbe di pi\u00f9;<\/li><li>problema simile, ma nella stessa abitazione: una casa molto grande di tre piani in cui il segnale passa a stento da un piano all&#8217;altro poich\u00e9 diviso da tanti muri e solette di cemento armato. Il router principale si trova nella mansarda perch\u00e9 i proprietari utilizzano una linea FWA (antenna sul tetto, in poche parole).<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>I due problemi appaiono simili, ma il fatto di dover espandere una rete all&#8217;interno della stessa casa o fra abitazioni diverse influenza parecchio la soluzione che adotteremo. Vediamo infatti cosa ci siamo inventati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Soluzione 1: estensione di campo o ripetitore<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/WA850RE.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/WA850RE.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1021\" width=\"235\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/WA850RE.jpg 590w, https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/WA850RE-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/WA850RE-400x300.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La prima idea che ci viene in questi casi \u00e8 quella d&#8217;installare un ripetitore, un apparecchio di piccole dimensioni che troviamo col nome commerciale di <strong>Range Extender<\/strong>. In verit\u00e0 fra ripetitore ed estensore dovrebbe esserci una differenza, ma dato che i termini sono usati spesso come sinonimi, la ignoreremo. Gli estensori creano una nuova rete, si connettono a quella principale e fanno da ponte fra le due. Si tratta di una soluzione economica, la cui efficacia dipende dalla qualit\u00e0 dell&#8217;apparecchio e dalla bont\u00e0 del segnale principale nel punto in cui lo colleghiamo. L&#8217;abbiamo impiegata come soluzione per il problema A perch\u00e9 trovandoci su due diversi appartamenti c&#8217;era poca scelta. L&#8217;estensore \u00e8 un TP-Link TL-WA850RE. Il risultato \u00e8 accettabile per le inquiline dell&#8217;appartamento, ma la velocit\u00e0 della rete \u00e8 decisamente ridotta (secondo una misura fatta nel pomeriggio in cui l&#8217;abbiamo messa in opera, con la rete originale si navigava su internet a 8Mbps, mentre con l&#8217;estensione si arrivava a circa 2Mbps) ed occorrer\u00e0 fare diverse prove prima di trovare un punto ottimale che consenta un segnale forte che arrivi fino all&#8217;angolo della TV, che deve poter contare su una buona copertura perch\u00e9 si possa usufruire dei contenuti di piattaforme come Netflix .<br>Va anche detto che questa soluzione tende inevitabilmente ad amplificare quelli che sono i problemi intrinseci delle reti senza fili: interferenze, segnali che rimbalzano sugli ostacoli e dunque maggior latenza dovuta alla necessit\u00e0 di correggere gli errori non su una ma su due reti che devono trasportare il nostro segnale. Da questo punto di vista, la porta di rete Ethernet eventualmente presente sull&#8217;apparecchio dovrebbe avere un&#8217;efficienza maggiore e sarebbe una buona idea collegarvi il PC o la Smart TV. Per tutti i motivi che ho descritto, personalmente consiglio questi apparecchi solo come ultima spiaggia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Soluzione 2: linea elettrica<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/AV500.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/AV500-865x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1023\" width=\"199\" height=\"235\" srcset=\"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/AV500-865x1024.jpg 865w, https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/AV500-253x300.jpg 253w, https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/AV500-768x910.jpg 768w, https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/AV500.jpg 1133w\" sizes=\"auto, (max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questa soluzione ha il gran vantaggio di sfruttare un cablaggio gi\u00e0 presente in tutte le case: l&#8217;impianto elettrico. Il kit prevede due o pi\u00f9 apparecchi di dimensioni molto ridotte: un dispositivo &#8220;genitore&#8221; da collegare con un cavo di rete al router principale ed a una presa elettrica nelle vicinanze ed uno o pi\u00f9 &#8220;figli&#8221; da collegare dove vogliamo avere il segnale di rete. La comunicazione fra genitore e figli avviene inviando un segnale ad alta frequenza attraverso l&#8217;impianto elettrico. Questa soluzione ha il nome commerciale di <strong>Powerline<\/strong> e l&#8217;abbiamo impiegata per il caso B qualche anno fa per portare la rete dalla mansarda al piano terra. I modelli precisi sono la coppia Netgear AV500 (genitore) e XWN5001 (figlio). Agli inizi tutto ha funzionato regolarmente, anche perch\u00e9 allora in casa si faceva un uso molto modesto della rete. Col tempo \u00e8 affiorato il problema numero uno di questo genere di apparecchi: la difficolt\u00e0 di mantenere il segnale integro da un punto all&#8217;altro dell&#8217;impianto elettrico. Infatti questo \u00e8 soggetto ad ogni genere d&#8217;interferenza causato da elettrodomestici, cellulari, eventi atmosferici, variazioni di tensione. Capitavano spesso interruzioni o che il dispositivo figlio segnalasse una connessione debole con l&#8217;accensione del LED giallo. Dopo aver valutato di acquistare un modello pi\u00f9 recente e vedere se sarebbe cambiato qualcosa, siamo passati alla soluzione 3 per portare la connessione dalla mansarda al piano terra, mentre abbiamo riciclato questo dispositivo per aumentare la copertura nel primo piano della casa. \u00c8 molto interessante che in questo caso la comunicazione fra i due capi abbia funzionato molto meglio, se consideriamo che il segnale deve compiere un percorso pi\u00f9 lungo, dal momento che l&#8217;impianto \u00e8 diviso in tre e fa il giro per il quadro elettrico al piano terra prima di passare dalla mansarda al primo piano. I misteri delle onde radio. \u00c8 stato d&#8217;interesse osservarne il comportamento durante un temporale con oscillazioni di tensione forti abbastanza da abbassare per qualche istante la luminosit\u00e0 delle lampadine ma non da spegnere alcun apparecchio in funzione: il LED diveniva continuamente giallo a dimostrazione di quanto dicevo a proposito del problema di mantenere integro il segnale. Va notato che questa soluzione, quando funziona a pieno regime, \u00e8 meglio della 1 ma non l&#8217;abbiamo potuta impiegare per il caso A perch\u00e9 i due appartamenti hanno impianti separati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Soluzione 3: punti d&#8217;accesso<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/AC1200.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/AC1200.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1022\" width=\"200\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/AC1200.jpg 996w, https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/AC1200-300x294.jpg 300w, https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/AC1200-768x752.jpg 768w, https:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/AC1200-306x300.jpg 306w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la pi\u00f9 classica delle soluzioni: un punto d&#8217;accesso (<strong>Access Point<\/strong> o AP) collegato con un cavo di rete al router principale. Il cavo di rete ha innumerevoli vantaggi e continuer\u00e0 ad essere per anni un&#8217;ottima soluzione perch\u00e9 economico, abbastanza sottile e flessibile da poter passare quasi ovunque e molto resistente alle interferenze. Inoltre, un singolo segmento pu\u00f2 essere lungo fino a 100 metri ed offrire una velocit\u00e0 di 1Gbps. Ci\u00f2 che mi ha convinto ad optare per questa soluzione \u00e8 il fatto che quando la casa ha subito un restauro radicale anni fa \u00e8 stato predisposta per un impianto telefonico completamente separato da quello elettrico, con le proprie scatole e le proprie prese. Abbiamo potuto sfruttarne i tubi per far passare il cavo di rete attraverso i muri e mettere una presa di rete al piano terra: lavoro di un paio d&#8217;ore con un risultato molto elegante. Per andare pi\u00f9 sul sicuro, anche se forse non sarebbe stato necessario, abbiamo investito qualche soldo in pi\u00f9 per utilizzare del cavo FTP, che \u00e8 avvolto da una schermatura che lo rende pi\u00f9 resistente alle interferenze. Alla presa abbiamo poi collegato il punto d&#8217;accesso ed il gioco era fatto. Si tratta per la precisione di un TP-Link AC1200 con cui mi sono trovato molto bene.<br>Mi sentirei di suggerire quando possibile questa soluzione, anche se negli edifici non predisposti richiede di far passare dei fili lungo i muri o dentro delle canalette, con risultati potenzialmente antiestetici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Appendice: nome differente per ogni rete o stesso nome?<\/h2>\n\n\n\n<p>Come a chiunque si trovi ad estendere una rete, mi \u00e8 sorta subito questa domanda: cos&#8217;\u00e8 meglio, un nome (SSID) diverso per ogni estensione o lo stesso? I due approcci hanno vantaggi e svantaggi. Fino a qualche anno fa si suggeriva quasi sempre di usare nomi diversi per evitare conflitti fra le reti e per permettere di selezionare manualmente la rete migliore. Lo svantaggio evidente \u00e8 che nel mio caso B avremmo la bellezza di tre reti da configurare su ogni dispositivo presente in casa, cos\u00ec ho deciso di provare ad utilizzare lo stesso nome e password e vedere come se la cavavano i dispositivi.  Le tre reti si troveranno comunque su canali differenti, quindi il risultato dipende solo da come il dispositivo seleziona la rete a cui collegarsi. Devo dire che mi sono trovato bene: cellulari e computer si connettono automaticamente al punto d&#8217;accesso con segnale pi\u00f9 forte ed essendo i tre segmenti separati da solette belle grosse non c&#8217;\u00e8 quasi mai ambiguit\u00e0 su quale esso sia. Il problema viene per l&#8217;appunto quando quest&#8217;ambiguit\u00e0 c&#8217;\u00e8 e in aggiunta i due segnali arrivano entrambi con un livello medio, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 il rischio che il dispositivo salti da un punto d&#8217;accesso all&#8217;altro continuamente nel tentativo di connettersi al segnale pi\u00f9 forte. Sarebbe un grosso problema soprattutto per applicazioni in tempo reale (telefonate e videoconferenze in primis), mentre con nomi differenti potremmo facilmente disattivare la connessione automatica ad una delle due reti ed evitare questa commutazione continua.<br>In definitiva, con nomi diversi andiamo pi\u00f9 sul sicuro ma se riusciamo ad ottenere un segnale forte su tutti i punti di maggior impiego possiamo non scartare l&#8217;idea di usare lo stesso nome.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione<\/h2>\n\n\n\n<p>Ho volutamente ignorato altre soluzioni come Wireless Distribution System, amplificatori\/booster, antenne ad alto guadagno, ecc, sia perch\u00e9 di stampo pi\u00f9 professionale, sia perch\u00e9 pi\u00f9 care o perch\u00e9 richiedono un livello di competenza maggiore. Chi volesse fare un investimento pi\u00f9 importante per una soluzione ottimizzata potrebbe puntare sui Sistemi <strong>Mesh WiFi<\/strong>, che attraverso l&#8217;installazione di una stazione base e vari satelliti (di fatto, dei ripetitori) creano un&#8217;unica rete che copre superfici anche molto larghe. Purtroppo non mi \u00e8 ancora capitato di provarne uno, quindi non posso recensirlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra le soluzioni proposte sicuramente la terza \u00e8 la migliore, ma non sempre praticabile. In molti casi saremo costretti ad accontentarci di un&#8217;estensore che andr\u00e0 bene per gli usi domestici a patto di trovare il punto ottimale in cui piazzarlo perch\u00e9 riceva bene il segnale e possa amplificarlo abbastanza da arrivare fin dove ci serve. La soluzione Powerline \u00e8 buona per creare una rete entro un singolo impianto elettrico, ma bisogna vedere come si comporta nell&#8217;edificio in cui ci troviamo perch\u00e9 sensibile a diverse variabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per chi come me vive in un appartamento di dimensioni contenute, il segnale della rete senza fili \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente senza dover aggiungere niente. 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