{"id":62,"date":"2011-11-03T18:33:17","date_gmt":"2011-11-03T17:33:17","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/blog\/?p=62"},"modified":"2012-12-29T22:39:29","modified_gmt":"2012-12-29T21:39:29","slug":"acer-linux-occhio-alla-partizione-di-ripristino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/?p=62","title":{"rendered":"Acer &#038; Linux: occhio alla partizione di ripristino"},"content":{"rendered":"<p>Da un po&#8217; di tempo molte case produttrici di PC usano dotare i computer di una partizione di ripristino, normalmente avviabile attraverso una combinazione di tasti al momento dell&#8217;accensione, che sostituisce il classico CD di ripristino.<br \/>\nQuesta soluzione, oltre a presentare evidenti difetti (cosa si fa, per esempio, se si rompe il disco?), non sembra prestarsi molto a personalizzazioni del PC: gi\u00e0 a me \u00e8 capitato una volta, fortunatamente su un computer di mia propriet\u00e0, di fallire un ripartizionamento del disco e di perdere la suddetta partizione, costringendomi per il futuro ad arrangiarmi con altri metodi.<br \/>\nOggi ho scoperto un altro lato decisamente negativo di questo sistema.<!--more--><\/p>\n<p>Il computer \u00e8 un Acer fisso di un mio amico, per la precisione un Veriton X275 con Windows 7 preinstallato. Il mio amico voleva aggiungere Linux in dual boot con Windows, normalmente una cosa semplice! Armato del CD di Linux Mint (ormai la mia distribuzione di default, dopo l&#8217;obrobrio di Ubuntu con Unity) ho avviato il PC e lanciato GParted per riservare il necessario spazio a Linux.<br \/>\nLe partizioni inizialmente erano cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p>\/dev\/sda2: &#8220;System Reserved&#8221;, di sistema<br \/>\n\/dev\/sda3: &#8220;Acer&#8221;, il disco C di Windows<br \/>\n\/dev\/sda4: &#8220;DATA&#8221;, il disco D di Windows<\/p><\/blockquote>\n<p>Io ho ridotto la partizione C di Windows, eliminato la D e impostato come segue:<\/p>\n<div>\n<blockquote>\n<div><code>\/dev\/sda1: \"PQSERVICE\" di sistema<br \/>\n\/dev\/sda2: \"System Reserved\", di sistema<br \/>\n\/dev\/sda3: \"Acer\", il disco C di Windows<br \/>\n\/dev\/sda4: Partizione estesa<br \/>\n\/dev\/sda6: montata come root per Linux<br \/>\n\/dev\/sda7: swap per Linux<br \/>\n\/dev\/sda8: montata come home per Linux<br \/>\n\/dev\/sda5: \"DATA\", uno spazio condiviso fra Windows e Linux<\/code><\/div>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<p>Finita l&#8217;installazione, mi chiedo se la partizione di ripristino ha qualcosa da lamentarsi per questo cambiamento, cos\u00ec quando mi si presenta il menu di GRUB, faccio l&#8217;errore fatale di avviare il Recovery di Windows tanto, penso, potr\u00f2 annullare il ripristino e riavviare il PC.<br \/>\nIl ripristino parte, ma quando annullo mi aspetta un&#8217;amara sorpresa: vedo il messaggio &#8220;GRUB: no such partition&#8221;. Penso che sia solo un problema di configurazione di GRUB, magari il programma di ripristino ha fatto solo casino con i flag delle partizioni. E invece no. Avviato GParted dal CD Live di Mint scopro che sono sparite le partizioni \/dev\/sda6, \/dev\/sda7 e \/dev\/sda8. E meno male che era un&#8217;installazione fresca.. se no cosa andavo a raccontare al proprietario del computer? Non resta che fare un&#8217;installazione nuova ma.. cosa succede se si sbaglia scelta sul menu? Il programma di installazione parte inesorabile. Inaccettabile. Fortunatamente GRUB \u00e8 configurabile, cos\u00ec mi \u00e8 bastato seguire questa guida: <a href=\"http:\/\/toonik.blogspot.com\/2010\/09\/eliminare-il-doppio-windows-in-grub-2.html\">http:\/\/toonik.blogspot.com\/2010\/09\/elim &#8230; rub-2.html<\/a><\/p>\n<p>Attenzione quindi! Meglio prevenire che curare!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un po&#8217; di tempo molte case produttrici di PC usano dotare i computer di una partizione di ripristino, normalmente avviabile attraverso una combinazione di tasti al momento dell&#8217;accensione, che sostituisce il classico CD di ripristino. Questa soluzione, oltre a &hellip; <a href=\"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/?p=62\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-62","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-linux"],"views":118,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":321,"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62\/revisions\/321"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}