{"id":67,"date":"2011-11-19T18:37:38","date_gmt":"2011-11-19T17:37:38","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/blog\/?p=67"},"modified":"2012-12-29T22:39:25","modified_gmt":"2012-12-29T21:39:25","slug":"xubuntu-11-10xfce-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/?p=67","title":{"rendered":"Xubuntu 11.10\/Xfce: Recensione"},"content":{"rendered":"<p>Dopo aver sparlato di Unity e GNOME 3 Shell (a breve pubblicher\u00f2 le recensioni anche di questi due ambienti), ho deciso di vedere anche come si \u00e8 evoluto Xfce e l&#8217;ho fatto provando l&#8217;ultima versione di Xubuntu: 1.10 \u201cOneiric Ocelot\u201d. <!--more--><\/p>\n<p>Cominciamo col dire che Xubuntu ha la fama di essere una distribuzione per computer vecchi e questo \u00e8 vero in parte: Xfce \u00e8 un ambiente desktop molto leggero, non quanto LXDE ma in modo sorprendente, vista la grande personalizzazione consentita, che include anche effetti grafici. Tuttavia Xfce \u00e8 completo e funzionale, senza sacrifici, pertanto la sua leggerezza \u00e8 un valore aggiunto ma non c&#8217;\u00e8 alcuna ragione per cui non dovremmo utilizzarlo anche su un PC con buone prestazioni.<br \/>\nNel momento in cui scrivo quest&#8217;articolo ho il sistema avviato da CD Live su un Pentium IV 3.0Ghz ed \u00e8 come lavorare da un sistema installato!<\/p>\n<p>Visto che mi focalizzer\u00f2 soprattutto sull&#8217;ambiente Xfce (all&#8217;infuori di questo e dei programmi a corredo che ognuno pu\u00f2 personalizzare, non cambia tanto da Ubuntu), per fare i dovuti confronti con le vecchie versioni mi baser\u00f2 sulla 10.04 LTS, visto che \u00e8 l&#8217;attuale versione a lungo supporto, ancora disponibile per il download ed ho avuto modo di utilizzarla proprio in questi giorni. \u00c8 probabile che alcuni dei cambiamenti che vedo siano presenti gi\u00e0 da qualche rilascio, ma ammetto che \u00e8 da un po&#8217; che non usavo Xubuntu.<\/p>\n<p>Appena avviato il sistema, salta subito all&#8217;occhio il Desktop, leggermente modificato. C&#8217;\u00e8 sempre il pannello stile GNOME 2 in alto ma senza il doppio menu Applicazioni-Risorse come nelle vecchie versioni. Il nuovo menu Applicazioni \u00e8 rappresentato dall&#8217;icona di Xfce, senza scritte, e il menu Risorse non \u00e8 presente, ma si pu\u00f2 comunque aggiungere (cosa che vi consiglio, se volete avere tutto sotto mano). Nel pannello sono presenti le solite icone di notifica e i &#8220;pulsanti delle finestre&#8221; che nelle vecchie versioni erano in un pannello nella parte inferiore dello schermo, che ha lasciato posto a una sorta di &#8220;Dock&#8221; ispirata sicuramente a Mac OS X. Questa Dock non deve ingannare, dato che in realt\u00e0 \u00e8 frutto delle possibilit\u00e0 di personalizzazione offerte da Xfce: si tratta infatti di un pannello reso trasparente, ingrandito e con dei normali lanciatori. Se non ci piace possiamo tranquillamente farlo sparire e rendere il nostro desktop del tutto simile a quello delle vecchie versioni e al compianto GNOME 2! Naturalmente, resta la possibilit\u00e0 di aggiungere altri gadget ai nostri pannelli.<\/p>\n<p>Tutto il resto fondamentalmente non \u00e8 cambiato: resta il razionale menu Applicazioni e tutto ci\u00f2 che potevamo fare sul Desktop (compreso aggiungere avviatori, possibilit\u00e0 sparita da Ubuntu) \u00e8 ancora disponibile. Sono fortunatamente assenti alcune delle scelte che pi\u00f9 mi avevano infastidito su Ubuntu, come i menu delle applicazioni incorporati nel pannello superiore. Le impostazioni poi consentono ulteriori personalizzazioni che non sto ad elencare qui.<br \/>\n\u00c8 presente il Software Center di Ubuntu che consente la comoda installazione dei programmi presenti nei Repository. Chi sente la mancanza dei gadget di KDE 4 o Windows 7\/Vista, pu\u00f2 utilizzarlo per installare come prima cosa le screenlets che servono a ottenere lo stesso su Linux. Chi invece installa Xubuntu su un PC con buone capacit\u00e0 di calcolo, pu\u00f2 installare LibreOffice al posto di AbiWord e Gnumeric o anche al loro fianco.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong>:<br \/>\na mio parere Xubuntu ed in generale Xfce hanno tre punti di forza. Il primo \u00e8 la <strong>razionalit\u00e0<\/strong>: niente risparmi di spazio spregiudicati come Unity, ma neanche inutili sprechi. Niente cose belle da vedere ma pesanti da visualizzare e scomode da utilizzare. Il secondo \u00e8 la <strong>personalizzabilit\u00e0<\/strong>: se mancano le cose belle e pesanti non manca la possibilit\u00e0 di rendere il sistema &#8220;bello&#8221; quanto piace a noi. Infine, c&#8217;\u00e8 la <strong>leggerezza unita alla completezza<\/strong>. Come dicevo, ci sono ambienti pi\u00f9 leggeri. Lubuntu per esempio \u00e8 imbattibile nel compromesso fra un sistema &#8220;user-friendly&#8221; e un sistema completo, ma Xfce \u00e8 stato per anni l&#8217;alternativa leggera diretta a GNOME, dal momento che i due ambienti si somigliavano ma il primo era pi\u00f9 leggero. Oggi poi, col grado di maturit\u00e0 che ha raggiunto e il cambiamento che ha interessato l&#8217;altro, la concorrenza si \u00e8 fatta pi\u00f9 seria e io stesso ne valuterei l&#8217;utilizzo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver sparlato di Unity e GNOME 3 Shell (a breve pubblicher\u00f2 le recensioni anche di questi due ambienti), ho deciso di vedere anche come si \u00e8 evoluto Xfce e l&#8217;ho fatto provando l&#8217;ultima versione di Xubuntu: 1.10 \u201cOneiric Ocelot\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-67","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-linux"],"views":109,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=67"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":320,"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67\/revisions\/320"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=67"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=67"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=67"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}