{"id":738,"date":"2017-07-04T22:05:45","date_gmt":"2017-07-04T20:05:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilbytecidio.it\/?p=738"},"modified":"2017-07-04T23:41:20","modified_gmt":"2017-07-04T21:41:20","slug":"5-tecnologie-valide-ma-dimenticate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilbytecidio.it\/?p=738","title":{"rendered":"5 tecnologie valide ma dimenticate"},"content":{"rendered":"<p>Questo non \u00e8 un articolo nostalgico che mira a soffiare via un po&#8217; di polvere da tecnologie che hanno fatto il loro tempo e sono state dignitosamente mandate in pensione, come la videocassetta VHS o i dischetti floppy. Vorrei presentarvi invece alcune tecnologie che pur essendo valide sono state battute da altre presenti nel mercato, non sempre e non solo per superiorit\u00e0 tecnica.<!--more--><\/p>\n<h2><strong>Dischi magneto-ottici<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;affidabilit\u00e0 e la capacit\u00e0 di un CD\/DVD e la facilit\u00e0 d&#8217;uso di un floppy allo stesso tempo?<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/1\/15\/MO_OLYMPUS_OL-D640.jpg\/580px-MO_OLYMPUS_OL-D640.jpg\" alt=\"Disco magneto-ottico\" width=\"208\" height=\"215\" \/>\u00a0 Si pu\u00f2 fare! I dischi magneto-ottici vengono scritti combinando gli effetti dei due fenomeni su uno strato di materiale. Sono affidabili e capienti, ma hanno conquistato un posto solo in ambito professionale e in mercati di nicchia come il MiniDisc della Sony ed i computer NeXT di Steve Jobs. In casa gli abbiamo preferito CD, DVD e, soprattutto, le memorie flash, molto comode, piccole e capienti, sebbene poco affidabili.<\/p>\n<h2><strong>Firewire (alias IEEE 1394 alias i.Link)<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordate le porte Firewire?<br \/>\nSe avete comprato un computer fra il 2003 e il 2007 le avete viste di sicuro. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-747\" src=\"http:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/firewire-300x186.jpg\" alt=\"Porta Firewire 800 a 9 poli\" width=\"142\" height=\"92\" \/>Per la sua superiorit\u00e0 tecnica rispetto a USB 2.0 e la sua versatilit\u00e0, questo standard \u00e8 stato molto usato in ambito multimediale. Sfortunatamente, Apple e Sony chiedono il pagamento dei propri diritti su alcuni brevetti utilizzati nella sua implementazione (PS\/2 e Betamax non hanno insegnato nulla), quindi USB 3.0\u00a0 e HDMI hanno avuto un successo decisamente maggiore, decretando la lenta fine di Firewire.<\/p>\n<h2>Videochiamate<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcuno si ricorder\u00e0 gli anni in cui 3 Italia stipulava contratti con videofonino in comodato d&#8217;uso. E qualcuno, forse, ricorder\u00e0 quando Telecom pubblicizzava i propri telefoni con videochiamata da rete fissa. Oggi verrebbe da chiedersi perch\u00e9 pagare una videochiamata quando con la linea dati, in genere pagata con tariffa fissa o scroccata in un punto con WiFi libero, si pu\u00f2 chiamare con Skype o altri programmi per computer e telefono. Lasciando da parte l&#8217;analfabetismo informatico ancora presente nel nostro Paese, la videochiamata ha un vantaggio teorico sui software di chiamata su connessione dati: una qualit\u00e0 del servizio garantita. Infatti, se consideriamo normale che di tanto in tanto la chiamata su Skype sia in ritardo o che la voce divenga metallica o che il video sia sgranato, questo non \u00e8 (non dovrebbe essere..) accettabile con una chiamata telefonica. Questa tecnologia, presentata a suo tempo come una vera rivoluzione, ha avuto meno successo degli MMS che, per lo meno, possono vantare lo status di meteora tecnologica. Infatti, i costi al minuto esagerati ne hanno decretato l&#8217;insuccesso e, forse, uno dei posti d&#8217;onore fra i pi\u00f9 clamorosi insuccessi tecnologici di tutti i tempi.<\/p>\n<h2>LightScribe<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando ho saputo che questa tecnologia \u00e8 stata abbandonata sono rimasto stupito, dato che aveva una buona diffusione e nella mia facolt\u00e0 era addirittura un requisito per la consegna del CD con la tesi. LightScribe consentiva di incidere col proprio masterizzatore testo e immagini monocromatici sul dorso di un CD o DVD che fosse dotato di una particolare vernice sensibile alla luce di un laser. Era uno strumento utile per chi volesse tenere i propri supporti in ordine o abbellirli. Un&#8217;applicazione comune era quella di ottenere senza costi esagerati un bel disco per i gruppi musicali emergenti. Oggi rimangono alcune tecnologie simili, ma non egualmente diffuse, oppure i CD\/DVD stampabili, che hanno il vantaggio di poter essere stampati a colori, ma richiedono una stampante con un accessorio dedicato.<\/p>\n<h2>Token Ring<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa tecnologia merita un posto d&#8217;onore in un blog informatico per il solo fatto che tutti gli studenti d&#8217;informatica la studiano come esempio di rete ad anello, ma poi non ne trovano alcuna traccia nel mondo reale se non, forse, in qualche vecchio cablaggio della IBM.<\/p>\n<div id=\"attachment_748\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-748\" class=\"size-full wp-image-748\" src=\"http:\/\/www.ilbytecidio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/tokenRingMini.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"189\" \/><p id=\"caption-attachment-748\" class=\"wp-caption-text\">Collegamento degli elaboratori in una rete Token Ring<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo di cosa si tratta per i profani. Le reti di computer, ci\u00f2 che ci permette di navigare su Internet e molto altro, sono una faccenda complicata, tanto da essere progettate a strati, con ogni strato che si occupa di un diverso compito. I due strati pi\u00f9 bassi definiscono il mezzo su cui l&#8217;informazione viaggia fisicamente (cavo di rame, fibra ottica o etere) e il modo in cui verr\u00e0 usato. Perch\u00e9 due macchine possano comunicare, devono parlare la stessa lingua o, in termini tecnici, usare lo stesso <strong>protocollo<\/strong>. I protocolli pi\u00f9 utilizzati oggi nei due livelli summenzionati, sono definiti da IEEE 802.3 (noto come Ethernet) e 802.11 (WiFi). Ma non sono gli unici. Ethernet e WiFi hanno due seri problemi: tutti i nodi connessi alla rete possono trasmettere allo stesso momento sullo stesso mezzo, col rischio di creare <em>collisioni<\/em>, che degradano le prestazioni. Per Ethernet il problema \u00e8 parzialmente risolto dai <em>commutatori<\/em> (switch), ma non senza potenziali nuovi problemi.<br \/>\n<strong>Token ring<\/strong> (IEEE 802.5) risolve il problema con eleganza, perch\u00e9 gli elaboratori sono elettricamente connessi fra loro in modo da formare un anello. A ciascun elaboratore, a turno, viene passato un particolare messaggio, detto <strong>token<\/strong> (<em>testimone<\/em> o <em>gettone<\/em>), che gli d\u00e0 il diritto di trasmettere i dati, i quali viaggiano percorrendo tutto l&#8217;anello virtuale. Cos\u00ec solo un elaboratore per volta pu\u00f2 trasmettere, e non vi sono collisioni n\u00e9 memorie temporanee che traboccano. Nonostante i vantaggi di questa rete, tempistiche e scelte commerciali hanno premiato Ethernet, che viene offerto su tutti i router che vi vengono venduti o affittati dalla vostra compagnia telefonica. Difficilmente la vedremo in commercio, dato che persino Ethernet, pur pi\u00f9 efficiente, cede il posto negli usi non professionali a WiFi per la sua comodit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo non \u00e8 un articolo nostalgico che mira a soffiare via un po&#8217; di polvere da tecnologie che hanno fatto il loro tempo e sono state dignitosamente mandate in pensione, come la videocassetta VHS o i dischetti floppy. 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