E ci risiamo col nucleare

A sinistra: il nucleare come vorrebbero raccontarvelo (immagine generata con l’IA); A destra: foto (vera) della città abbandonata di Pripyat dopo l’incidente di Chernobyk, XEvansGambitx, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Quella del nucleare è come una vecchia gag che torna sempre fino alla nausea, tipo “è lui o non è lui?” Abbiamo votato già due volte per dire NO, ma tanto fanno sempre come gli pare, quindi nemmeno ci scandalizziamo. Quello che mi pare allucinante è che parecchi dalla mia età in giù hanno radicalmente cambiato idea nel frattempo e hanno anche l’arroganza di trattare da scemi tutti gli altri. Comunque, la Camera dei Deputati ha approvato un DDL sul nucleare sostenibile (definizione paracula, come sempre – strano non sia in inglese) saltando completamente la discussione parlamentare, come d’uso in questo paesello.

Io credo che basterebbe una piccola premessa a capire quanto è stupido tornare oggi sul nucleare, perché credo che buona parte del pubblico pensi a una centrale nucleare come a qualcosa di futuristico, con lucine, quadri di strumenti, leve e tastini, il che in parte è anche vero, ma occorre andare più a fondo e capire cose c’è dietro quegli strumenti.

Quello che fa una centrale nucleare infatti è abbastanza banale: una reazione di fissione nucleare, che avviene dentro un reattore sigillato, scalda dell’acqua, che fa muovere delle turbine, che azionano delle dinamo, che producono elettricità. In pratica, vi sto dicendo che nel 2026 stiamo ancora discutendo se costruire dei bollitori hi-tech molto costosi. A me fa già ridere così.

Ma vediamo velocemente i punti principali che sono oggetto di dibattito:

  • La pericolosità: vi hanno giustamente detto che una centrale non può esplodere come una bomba atomica, e vi hanno detto che la pencentuale d’incidenti è bassissima: solo due classificati al massimo livello di gravità finora. Confortante, vero? Mica tanto, considerato che quei due incidenti sono significati l’abbandono d’intere aree, che saranno inutilizzabili e tossiche per chissà quanto tempo. Forse ce lo scordiamo, ma a Chernobyl la gente ha dovuto lasciare tutto ciò che aveva e rincominciare una vita altrove. Immaginate voi a dovervene andare di punto in bianco da casa vostra perché qualcuno ha combinato un casino nella centrale lì vicino. Peraltro, torna periodicamente il problema del sarcofago di contenimento, che si deteriora e rischia di rimettere a nudo i resti del reattore, che sono ancora lì a sputare radiazioni. E quando ormai aveva peso sopravvento la retorica del “ma sì, erano sovietici, ora la sicurezza è un’altra cosa”, ecco che è successo il disastro di Fukushima. Una cosa mica da ridere, visto che ancora è controversa l’idea di buttare in mare l’acqua contaminata che hanno usato per raffreddarla. Due incidenti soli, che in rapporto al numero di centrali a me pare già tanto, ma che non ci scorderemo mai.
  • Le scorie: vi hanno detto che ogni centrale ne produce pochissiche, che è un falso problema. Talmente falso che non sappiamo ancora che fare di quelle che già abbiamo. È da quando sono nato che in Sardegna vedo proteste perché ogni 2×3 decidono che le scorie devono finire lì. Ma tanto si può sempre far finta di niente e pensare all’italiana che un posto glielo troveremo, ad un certo punto.
  • La dipendenza dall’estero: stanno raccontando che col nucleare finalmente ci rendiamo energeticamente indipendenti. Ma l’Italia non ha depositi suoi di materiale fissile, quindi la dipendenza rimane eccome. Cosa facciamo, smettiamo di comprare gas russo per comprar loro l’uranio?
  • Il costo sulle bollette: questa è una retorica Jolly. Se abbiamo centrali nostre pagheremo meno sulle bollette, dicono. Peccato che sia una stronzata. Sempre facendo l’esempio della Sardegna, lo dicono un po’ per tutto: estraiamo il gas, così lo pagherete meno, costruiamo parchi eolici così pagherete meno. Spoiler: quando le centrali saranno costruite ci saranno enormi costi da ammortizzare e comunque vi racconteranno che i prezzi sono quelli di mercato ecc ecc. Non avrete nemmeno un centesimo di sconto, sicuro come la morte.
  • Costi, tempi e smaltimento: vi stanno dicendo che i primi reattori saranno operativi nel 2034. Seh. Intanto è facile che nel frattempo il prossimo governo blocchi tutto, che le aziende che hanno l’appalto falliscano o combinino qualche casino come succede per tutto e, sopprattutto, che per allora il reattore sarà già obsoleto perché tecnologicamente vecchio o perché intanto ci saremo inventati qualcosa di meglio. E se la costruzione andrà avanti avremo lasciato un grosso fardello alla prossima generazione: quello dello smantellamento di un ecomostro, perché quando il reattore è vecchio va smontato con procedure di bonifica e costi non indifferenti, soldi che qualcuno nel frattempo si sarà già mangiato.

E allora che si fa? L’energia serve. Certo. Ma ci sono regioni che già producono più del proprio fabbisogno e sono al centro di vere e proprie speculazioni energetiche. Perché non possono produrre di più anche le altre? Perché non si punta sulla produzione distribuita (pannelli e mini impianti eolici su case, capannoni e altre aree)?. Forse perché così i colossi non ci guadagnerebbero altrettanto? Perché non si ha il coraggio di frenare chi spreca più energia (IA, criptovalute, e compagnia, per esempio) mentre a voi fanno due palle così se lasciate il caricabatterie del telefono attaccato? E perché non s’investe sulla ricerca di soluzioni nuove e più efficienti sia sulla produzione da rinnovabili, sia sull’immagazzinamento?

Insomma, io nel 2011 ho votato NO al nucleare (che poi si doveva votare SÌ per dire NO, ma vabbè) e rifarei lo stesso oggi. Forse a voi è bastato un video dei Cartoni Morti, ben doppiato e pieno di sarcarmo, per cambiare idea, ma a me no. Vi state mettendo un mostro in casa, non ve ne verrà niente in tasca e avrete modo di rimpiangere la decisione in futuro.