La magia de las ondas medias / La magia delle onde medie (radio AM)

Los pocos componente necesarios para construir una radio AM “de cristal”
I pochi componenti necessari a costruire una radio AM “a cristallo”

Vai alla versione in italiano

Las ondas medias parecen, para muchos, un recuerdo del pasado. Sin embargo, para quienes seguimos escuchando con el corazón además de con los oídos, siguen siendo un puente vivo con una forma de comunicación que ha marcado generaciones. En mi casa, solo una emisora continúa llegando con claridad en esta banda, y su presencia significa mucho más de lo que podría parecer.

Soy radioaficionado desde hace años, y una de mis mayores pasiones es enseñar a construir radios a cristal. Es un arte sencillo y a la vez profundo: un hilo de cobre, un diodo, una bobina… y de pronto, un sonido se materializa en el auricular. Para muchos de mis alumnos, escuchar por primera vez una señal real captada sin baterías ni circuitos complejos es casi un acto mágico. Es la prueba de que la radio no es solo tecnología: es cultura, historia, identidad.

Pero esta magia depende de algo esencial: que haya emisoras que sigan transmitiendo en ondas medias. Sin ellas, los receptores a cristal se convierten en objetos mudos, y con ellos se apaga también una parte de nuestro patrimonio técnico y humano. Por eso, cuando una estación decide resistir y mantener viva su señal, no está solo llenando un espacio en el dial: está preservando un legado.

A esa emisora que aún llega a mi casa, quiero decirle gracias. Gracias por seguir ahí, por no rendirse, por permitir que nuevas generaciones descubran la belleza de escuchar el mundo a través de un simple hilo de cobre. Ojalá continúen transmitiendo durante muchos.

Versione in italiano

Le onde medie, per molti, sono un ricordo del passato. Eppure, per chi continua ad ascoltare con il cuore oltre che con le orecchie, restano un ponte vivo con un modo di comunicare che ha segnato intere generazioni. A casa mia arriva ancora una sola stazione in questa banda, e la sua presenza significa molto più di quanto possa sembrare.

Sono radioamatore da molti anni, e una delle mie più grandi passioni è insegnare a costruire radio a cristallo. È un’arte semplice e allo stesso tempo profonda: un filo di rame, un diodo, una bobina… e all’improvviso un suono si materializza nell’auricolare. Per molti dei miei allievi, ascoltare per la prima volta un segnale reale captato senza batterie né circuiti complessi è quasi un atto magico. È la prova che la radio non è solo tecnologia: è cultura, storia, identità.

Ma questa magia dipende da qualcosa di essenziale: che esistano ancora emittenti che trasmettono in onde medie. Senza di loro, i ricevitori a cristallo diventano oggetti muti, e con essi si spegne anche una parte del nostro patrimonio tecnico e umano. Per questo, quando una stazione decide di resistere e mantenere viva la propria voce, non sta semplicemente occupando una frequenza: sta custodendo un’eredità.

A quella emittente che ancora arriva a casa mia, voglio dire grazie. Grazie per esserci, per non arrendervi, per permettere a nuove generazioni di scoprire la bellezza di ascoltare il mondo attraverso un semplice filo di rame. Spero che continuiate a trasmettere ancora per molti anni. Non siete soli: dall’altra parte, continuiamo ad ascoltare.

Smart TV Thomson 32HE5606X1: recensione del prodotto

Per ben 7 anni non ho avuto la televisione in casa: dato che l’offerta televisiva classica non m’interessava, mi sono sempre arrangiato con le varie piattaforme video (streaming, on-demand) e i DVD su computer.
L’arrivo delle TV intelligenti ha cambiato le cose, permettendoci di continuare a guardare quello che più ci piace su Internet seduti comodi sul divano senza la necessità di assemblare per questo un media center da connettere al televisore. L’ultimo Cyber Monday dunque ho approfittato di un’offerta per comprare una di queste famose Smart TV.

Continua a leggere

Un’app per seguire gli spostamenti? Anche no.

Mappa - grazie a pixel2013 da pixabay

Non è nuova l’ipotesi che la cosiddetta fase 2 della gestione dell’emergenza COVID-19 preveda l’obbligo per chi intende uscire di casa dell’utilizzo di un’applicazione che tracci, registri e comunichi alle autorità i nostri spostamenti. Non amo scrivere articoli che trattino argomenti politici ma, com’è accaduto in qualche rara occasione, vorrei esprimere il mio personale parere su questo tema in cui s’intrecciano politica, tecnologia e protezione del diritto alla riservatezza.

Continua a leggere

Contribuire alla ricerca sul Coronavirus senza sforzi

Tutti, in un modo nell’altro, stiamo contribuendo a combattere questa pandemia, chi in prima linea occupandosi dei malati, chi donando qualche soldo al pronto soccorso e chi semplicemente rimanendo in casa per evitare nuovi casi. Credo che in molti di noi resti comunque la voglia di fare di più e posso proporvi un modo che non vi esporrà ad alcun rischio e a nessuna fatica.

Continua a leggere

I pericoli della democrazia diretta elettronica

S’avvicinano le elezioni e, come sempre in campagna elettorale, si sentono tante proposte. Questo blog non tratta di politica ma, viceversa, c’è un argomento informatico che viene trattato sempre più spesso dai nostri candidati.
Quest’argomento è la democrazia diretta elettronica, cioè la possibilità di votare su Internet le proposte per la propria città, regione o nazione, ma anche di estendere questo meccanismo alle elezioni amministrative, referendum, ecc. La proposta è ovviamente allettante, ma temo sfortunatamente che molti dei suoi promotori non sappiano assolutamente niente su come funziona una rete o anche solo il tablet che tengono fra le mani. Se così fosse, andrebbero molto più cauti, a meno che non facciano finta di nulla, il che sarebbe più grave. Vorrei spiegare brevemente e con un linguaggio più semplice possibile per quali ragioni questa proposta andrebbe abbandonata o per lo meno ridimensionata e relegata a questioni minori.
Continua a leggere

5 tecnologie valide ma dimenticate

Questo non è un articolo nostalgico che mira a soffiare via un po’ di polvere da tecnologie che hanno fatto il loro tempo e sono state dignitosamente mandate in pensione, come la videocassetta VHS o i dischetti floppy. Vorrei presentarvi invece alcune tecnologie che pur essendo valide sono state battute da altre presenti nel mercato, non sempre e non solo per superiorità tecnica. Continua a leggere

Graffiti. Recensione del libro

Questo articolo è decisamente lontano dai temi che affronto normalmente. Tuttavia, l’argomento trattato nel libro in questione è a me caro, essendo il sottoscritto un ex writer, ed inoltre avevo promesso un commento agli autori del libro, quando avessi finito di leggerlo, e così sto mantenendo la parola. Per iscritto, perché sono molto più bravo a scrivere che a parlare, e in pubblico, perché mi fa piacere condividere le impressioni che una lettura mi lascia. Il libro è Graffiti, di Alessandro dal Lago e Serena Giordano, edito nel 2016 da Il Mulino. Sarà una recensione volutamente personale e soggettiva, sia per ciò che l’argomento rappresenta per me che a causa delle mie scarse conoscenze in campo artistico e politico, che renderebbero ridicola una mia eventuale pretesa di scrivere una recensione più “tecnica”.

Continua a leggere

Scompare il floppy anche come metafora!

Ormai c’eravamo già abituati alla progressiva scomparsa dei Floppy Disk. Anche gli assemblatori più tenaci, come il sottoscritto, si sono dovuti arrendere al fatto che, oltre ad essere utilizzati sempre meno, ormai nemmeno le schede madri recano più il classico attacco per il lettore. Anche i floppy drive esterni scarseggiano, ma non avrei pensato di vederli sparire anche dalle classiche icone di salvataggio, posto d’onore in cui ancora possiamo vederli in molti programmi. LibreOffice 3.5 cambia tendenza e sostituisce l’icona con un’altra! Continua a leggere